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    June 10

    Principali simboli del mondo celtico


    TRISKEL

    La spirale della vita che abbraccia la terra. Assume tuttavia altri significati: la triplice manifestazione (forza, conoscenza, amore); dell' unita divina, maschile e femminile; era il simbolo delle tre classi della società celtica (guerrieri, druidi, produttori); rappresentava, anche, l'energia ''in movimento'' di aria, acqua e fuoco, riunite nel centro ''spirituale'' dell' emblema.

    PAIOLO (Calderone)

    Contenitore di rito per eccellenza presso i celti, il paiolo assume una funzione di intermediazione tra i vivi e i morti. Forte è anche il suo significato di abbondanza e protezione. I paglioli legano tra loro gli elementi conservatori della vita, il fuoco e l'acqua, e come tali vengono considerati una forma divina che proviene direttamente dal ventre della Dea Madre.

    TORQUES

    Il torque, torquis, torc o torq (latino: torques, da torqueo) era un collare, o più raramente un bracciale, solitamente d'oro o di bronzo, più raramente d'argento, usato dai Celti e affini. Costituiva una sorta di segno tipico della divinità e, di conseguenza, indossandolo ci si garantiva protezione. Era un talismano catalizzatore e avvicinava l'uomo agli dei concentrandone l'energia mistica sul proprio corpo. Per i Celti il Torque era dunque molto piu di un gioiello, era un oggetto mistico parte integrante dell'identità di un popolo che contrassegnava con toni sacri molti oggetti del vivere quotidiano. Esso indicava l'alto rango di chi lo indossava e per questo motivo veniva spesso utilizzato nelle raffigurazioni delle divinità. Il torquis veniva utilizzato frequentemente nelle sepolture cerimoniali di individui socialmente importanti.
    ARPA CELTICA

    L'arpa celtica, o gaelica (detta in irlandese clársach), è uno strumento a corde del folklore dei paesi europei di area celtica (Irlanda in primis di cui è lo strumento "principe"), ma anche la Scozia e il Galles nelle Isole Britanniche, e la Bretagna in Francia. L'arpa celtica si differenzia dall'arpa classica (quella usata nelle orchestre sinfoniche) per vari motivi: L'arpa celtica è più piccola rispetto all'arpa classica. A differenza della grande arpa da concerto, l'arpa celtica non ha i pedali, ma ha le chiavi con cui si ottengono i semitoni. Le corde delle arpe celtiche antiche erano metalliche oppure di budello di pecora, ma oggigiorno possono essere anche in nylon oppure in carbonio. Gli arpisti formavano una corporazione di tipo ereditario, ed erano organizzati come un ordine religioso. L'arpista era tenuto in grande considerazione da tutte le corti dove esercitava la sua arte,accompagnando le sue innumerevoli storie che parlavano di amore, di guerra, di amicizia, di magia.

    CROCE CELTICA

    La croce celtica è la combinazione di una croce con un anello intorno all'intersezione. È caratteristica del cristianesimo celtico, anche se non si escludono origini precedenti. In Irlanda, c'è una leggenda popolare che dice che la croce celtica fu introdotta da San Patrizio durante il periodo della conversione del politeismo celtico. Si pensa che combinò il simbolo del cristianesimo, la croce, sovrapposta sul simbolo dei pagani, il sole, per dare un'idea ai seguaci delle religioni pagane della supremazia del cristianesimo sulle altre religioni.
    NODI CELTICI


    Il Nodo celtico, nodo eterno che traccia un percorso ininterrotto senza inizio e senza fine, è una produzione piuttosto tardiva dell’arte celtica. Dall’Età del Bronzo in avanti, l’arte celtica incorpora mano a mano un repertorio sempre maggiore di forme- con una predilezione per quelle curvilinee- a volte astratte, a volte stilizzate da forme vegetali o animali. Non è esattamente delineato il punto in cui all’utilizzo di queste forma venne aggiunto l’incrocio, tuttavia le sue origini vengono fatte risalire alla produzione dei grandi manoscritti miniati dai monaci cristiani irlandesi, monumenti e oggetti in metallo a partire dalla seconda metà del VI sec. d.C. (il nodo celtico fa la sua prima comparsa su Bibbie e Vangeli) Il termine “celtico” per designare questo tipo di produzione artistica viene da alcuni considerato poco appropriato, preferendo la forse più corretta definizione di “stile insulare”, tuttavia, anche se poco corretto, la denominazione “celtico” è quella usata comunemente. I “Nodi” celtici sono dei tracciati senza un inizio né una fine.
    May 21

    Celti nel nord Italia

    Alcune fra le principali tribù celtiche presenti fra il V e il II secolo a.C. furono i Taurinis, stanziati nell’attuale Piemonte, gli Insubres (Piemonte orientale, Lombardia centro-occidentale e parte del Canton Ticino), gli Orobii e i Leponti (Lombardia settentrionale), i Cenomani (Lombardia orientale, Veneto sud-occidentale, parte del Trentino e dell’Emilia).
    Lingones e Boi si stanziarono nella valle Padana a sud del Po (Gallia Cispadana) e i Senones nel territorio costiero della Romagna spingendosi fino ai rilievi appenninici e più sud fino alle Marche dove fondarono Senigallia, l’antica Sena Gallica.


    May 20

    Calderone di Gundestrup

    Il calderone di Gundestrup è un manufatto celtico datato alla fine del II secolo a.C. e ritrovato nel 1891 in una torbiera dell’Himmerland, nello Jutland, nel nord della Danimarca. E costituito da un insieme di 13 pannelli d’argento - di cui 5 rettangolari interni, 7 quadrati esterni (è andato perduto un ottavo pannello) e uno circolare che costituisce il fondo – di 42 cm di altezza, un diametro di 69 cm. e un peso di 9 chilogrammi. Conservato nel Nationalmuseet di Copenhagen, le raffigurazioni presenti nelle tredici placche lo rendono un importante e discusso oggetto protostorico. Differenti le opinioni circa il luogo d'origine, ma le preferenze sono andate a due zone: la Gallia centrale e la regione del basso Danubio. Il motivo di tali divergenze va cercato nell'ambivalenza della testimonianza offerta dall'oggetto: da un lato lo stile e la lavorazione sono chiaramente traci, dall'altro alcuni dei motivi sono inequivocabilmente celtici, e alcuni di essi sono frequentissimi in Gallia.

     

    Probabilmente non si saprà mai come il calderone sia giunto in Danimarca. Forse vi fu portato dalla popolazione germanica dei Cimbri, che durante i loro spostamenti ebbero contatti anche con gli Scordisci. Tuttavia altri studiosi preferiscono pensare, forse a causa della presenza del Dio dai palchi cervini, alla Gallia orientale come luogo d'origine del calderone. Lo confermerebbero i collegamenti con le maschere di bronzo rinvenute nella Gallia nord-orientale (Compiègne, Danicourt, Evreux), anche se in tal caso il caldaio verrebbe ad essere un'opera del III-IV sec.

    Di grande importanza sono in ogni caso le figure presenti sulle piastre del calderone. Vi appaiono volti di dèi e figure di animali e di guerrieri. Su una piastra vi è una bella immagine del Dio dai palchi cervini, su un'altra vi è quello che sembra il Dio con la ruota, in una terza sembra di assistere ad un sacrificio umano.

    May 19

    Festività lunari celtiche

    Imbolc, festa della primavera
    Imbolc (o anche Oimelc) è l'antica festa irlandese del culmine dell'inverno, che cadeva tradizionalmente il 1° febbraio, nel punto mediano tra il solstizio d'inverno e l'equinozio di primavera. Il termine Imbolc in irlandese significa "in grembo". La festività celebrava la luce, che si rifletteva nell'allungamento della durata del giorno, e nella speranza per l'arrivo della primavera.
    Beltane, festa del Fuoco e della Luce
    Beltane o Beltaine (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealtuinn; entrambi dall'antico irlandese Beletene, "fuoco luminoso") è un antica festa gaelica che si celebra attorno al primo maggio. Beltane è una festività prettamente gaelica non "celtica", dato che altri popoli celtici come i Gallesi, i Bretoni ed i Galli non celebravano questa ricorrenza.


    Lughnasad, riunione dei clan
    Lughnasad (che troviamo scritto anche come “Lughnasadh” o “Lughnasa”, e in Irlandese moderno “Lúnasa”, il nome gaelico del mese di Agosto) è una festività che la tradizione celebra indicativamente il 1° Agosto. Lughnasad era una delle quattro feste principali della religione celtica, l’ultima grande festività del calendario e il suo nome significa “commemorazione o assemblea di Lugh”.
    Samhain, capodanno celtico
    Samhain (da sam-fuin = fine dell’estate). Per i Celti questa festività segnava il Capodanno Celtico, importante momento di passaggio nel calendario agricolo e pastorale, legato al ciclo delle stagioni. A Samhain si aprivano le porte fra il Regno dell’Aldiqua e l’Altromondo, un “aldilà” territorio del fatato, del divino e residenza dei defunti. Nella notte di Samhain secondo la tradizione celtica cadevano le barriere: vivi e morti potevano passare dall’uno all’altro dei due Regni.

    May 17

    Il calendario arboreo

    Lo scrittore e poeta Robert Graves ha ricostruito l'antico calendario arboreo, riallineando le consonanti secondo l'ordine del Beth-Luis-Nion, tale calendario è formato da tredici mesi lunari (consonanti) e cinque giorni intercalari (vocali). Il calendario è cosi composto:

    Calendario Lettera Ogamica Albero
    24 Dicembre-20 gennaio Beth Beithe-Betulla (Betula Pendula)
    21 Gennaio-17 Febbraio Luis Luis-Sorbo selvatico (Sorbus aucuparia)
    18 Febbraio-17 Marzo Nion Nin-Frassino (Fraxinus excelsior)
    18 Marzo-14 Aprile Fearn Fern-Ontano (Alnus glutinosa)
    15 Aprile-12 Maggio Saille Sail-Salice (Salix alba)
    13 Maggio-9 Giugno Uath Úath-Biancospino (Cratægus monogyna)
    10 Giugno-7 Luglio Duir Dair-Quercia (Quercus robur)
    8 Luglio-4 Agosto Tinne Tinne-Agrifoglio (Ilex acquifolium)
    5 Agosto-1 Settembre Coll Coll-Nocciolo (Corylus avellana)
    2 Settembre-29 Settembre Muin Muin-Vitis (Vitis vinifera)
    30 Settembre-27 Ottobre Gort Gort-Edera (Hedera helix)
    28 Ottobre-24 Novembre Ngétal Gétal-Giunco (Phragmites australis)
    25 Novembre-23 Dicembre Ruis Ruis-Sambuco (Sambucus nigra)

    Le vocali del Beth-Luis-Nion costituiscono una sequenza stagionale complementare e rappresentano delle stazioni nel corso dell'anno, ecco quindi i giorni intercalari

    Periodo Lettera Ogamica Albero
    25 Dicembre Ailm Ailm-Abete d'argento (Abies alba)
    Equinozio di Primavera Onn Onn-Ginestrone (Ulex europæus)
    Mezza Estate Úr Úr-Erica (Calluna vulgaris)
    Equinozio d'Autunno Eadhadh Edad-Pioppo bianco (Popolus tremula)
    Solstizio d'Inverno Idho Idad-Tasso (Taxus baccata)

    L'idea di un calendario arboreo risale ad Edward Davies, un antiquario del XIX secolo, che derivò l'idea dall' Ogygia di Ruairí Ó Flaitheartaigh. Questa Ogygia era una sorta di storia d'Irlanda scritta nel XVI secolo, nel quale si riportavano alcune informazioni relative alla scrittura ogamica, perlopiù desunte dal Libro di Ballymote, e si stabiliva una relazione tra le varie lettere di quella scrittura e una serie di alberi e arbusti da cui quelle lettere avrebbero tratto i nomi. L' Ogygia di Ó Flaitheartaigh non faceva alcuna menzione ad eventuali calendari: fu Edward Davies a stabilire che quei nomi di alberi, presi secondo la successione alfabetica, implicassero l'esistenza di un antico calendario celtico basato sulla loro successiva fioritura. Dunque il calendario arboreo fu né più né meno un'invenzione di Edward Davies. Questi era un sostenitore di Iolo Morgannwg (Edward Williams, 1747-1826), il quale, tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, aveva rifondato una presunta «scienza druidica» basandosi su fonti e documenti contraffatti. In seguito Robert Graves fece del calendario arboreo di Davies il nucleo attorno al quale costruì, con La Dea Bianca, le sue riflessioni sul significato del mito e la natura della poesia. Il libro di Graves offrì una gran quantità di profonde intuizioni alla moderna rinascita celtica e rese popolarissima l'idea di tale calendario arboreo. La suggestione esercitata da tali arcane «conoscenze» ha indotto molte persone - tra cui anche studiosi di una certa levatura - ad una grande quantità di asserzioni infondate riguardo al calendario arboreo, ancora oggi popolarissimo presso celtofili, romanzieri, neodruidi, wiccani e newagers, e tuttora seriamente trattato in un gran numero di pubblicazioni più o meno serie. Più prosaicamente, l'alfabeto ogamico fu semplicemente un metodo di scrittura dei Celti insulari, le cui lettere erano forse legate ai nomi degli alberi, ma non aveva alcun riferimento a calendari o simili.

    May 16

    Alfabeto Ogamico

    L' Alfabeto ogamico o Ogham craobh o semplicemente Beth-Luis-Nion (antico irlandese: Ogam) è un tipo di scrittura che fu in uso soprattutto per trascrivere antiche lingue celtiche. La sua caratteristica principale è quella di non avere lettere di forme differenti, bensì di ottenere le differenti lettere con un numero diverso di incisioni a destra, a sinistra o attraverso una linea che costituisce il fulcro dello scritto.
    Tratti in giù (o verso destra)
    1. B beith [b] (*betwias)
    2. L luis [l]
    3. F fearn [w] (*werna-)
    4. S saille [s] (*salis)
    5. N nuin [n]

    Tratti in su (o verso sinistra)
    1. H úath [y]?
    2. D duir [d] (*daris)
    3. T tinne [t]
    4. C coll [k] (*coslas)
    5. Q ceirt [kw] (*kwerta-)
    Tratti che tagliano obliquamente la riga
    1. M muin [m]
    2. G gort [g] (*gortas)
    3. NG gétal [gw] (*gwe-ddlan)
    4. Z straif [sw] or [ts]?
    5. R ruis [r]
    Tratti che tagliano perpendic. la riga (vocali)
    1. A ailm [a]
    2. O onn [o] (*osen)
    3. U úr [u]
    4. E edad [e]
    5. I idad [i]


    PRINCIPALI DIVINITA' DEI CELTI

    Nella mitologia celtica non vi è netta distinzione tra divinità ed esseri umani: molti eroi hanno tratti e ascendenze divine, e allo stesso modo alcuni déi o semidei non sono che figure trasfigurate di mortali. Gli Dei Celti erano in genere chiamati AES-SIDE cioè "Gente della collina di Sid". Si diceva infatti che questi dei continuassero a vivere sulle colline o sulle alture.
    I miti celtici gravitano attorno ad un gran numero di dei e dee che al principio vissero sulla terra prima di ritirarsi nell'altro mondo. Le loro vite erano legate le une alle altre e, nello stesso tempo, con quelle degli umani. Numerosi loro attributi si possono ritrovare nell'immaginario cristiano.


    CELTI INSULARI

    DANA o ANA dea della Terra e della fertilità. I suoi discendenti erano i TUATHA DE' DANANN, ovvero le "Genti di Dana".
    DAGDA o BUON DIO dio della terra che influiva sul grano e sul latte. Egli veniva chiamato anche col nome di EOCHAID OLLATHAIR, cioè "Grande Padre dell'Universo".
    BRIGIT BAINFILE Figlia di Dagda nota come Brigit "la sublime, la splendente, la potente". Era la dea protettrice dell'arte poetica, della divinazione, dell'arte medica e della metallurgia.
    OGMA I Galli lo chiamavano OGMIOS. Figlio di Brigit, dio della cultura e dell'eloquenza dei Bardi (i poeti in lingua celtica), e inventore della scrittura celtica, costituita da un sistema di linee e punti simile agli esagrammi I'Ching.
    GOIBNIU, LUCHTAINE, CREIDNE costituivano invece una triade di dei artigiani ed erano rispettivamente protettore dei fabbri e degli artisti, dei carpentieri e degli artigiani del rame e del bronzo.
    MORRIGAN Grande dea, Divinità della guerra
    MEMAIU Panico e Furia, Divinità della guerra
    BAOB CATHA Cornacchia, Divinità della guerra

    CELTI CONTINENTALI

    BELANUS BEL vuol dire "chiaro", "luminoso". Ad esso venivano attribuiti i maggiori culti. Dio della luce che presentava caratteri non troppo distanti da quelli dell'Apollo romano.
    BELISAMA Bel-Sama = simile. Compagna di Belanus, anch'essa dea della luce e del fuoco paragonata dai romani a Minerva.
    EPONA-MATRONA Grande cavalla. Dea dei cavalli e protettrice dei cavalieri.
    LUGUS Chiamato LUG presso gli Irlandesi. Signore dell'abilità artistica e inventore di tutte le arti. Lo si conosceva anche con l'epiteto di SAMILDANACH (esperto in molte arti).
    OGMIOS Corrisponde all' OGMA irlandese, dio dell'erudizione.
    ESUS Maestro. Dio del commercio oltre che del cielo, del sole e del fuoco. Egli era conosciuto anche con altri nomi e su un lato dell'altare di Notredame, lo si trova raffigurato come un uomo barbuto impegnato ad abbattere un albero con la scure.
    ROSMERTA Dea del cielo, compagna di Esus.
    DAMONA Dea della salute.
    GRANNUS Dio della salvezza.
    TEUTATES TEUTA = tribù. Conosciuto anche con altri nomi e paragonato dai romani a Marte. Egli era un dio guerriero.


    May 15

    Significato delle RUNE

    Cosa sono le Rune?
    Le Rune sono Archetipi, potenti raffigurazioni naturalistiche delle forze che regolano l’Universo.
    Ogni Runa possiede un profondo significato che può venire usato sia per interpretare le influenze in atto, esterne ed interne a noi, che per invocare un potere della natura o sintonizzarsi ad esso.
    Nelle culture popolari le rune sono sempre state viste come detentrici di mistiche proprietà e perfino la supposta etimologia della parola runa dal germanico "raunen" che significa "sussurrare", lega al mistero e al segreto questi simboli.
    Le Rune, che vengono diffusamente chiamate Rune Celtiche, sono i caratteri di antichi alfabeti nordici, per cui è appropiato chiamarle Rune Nordiche anche se poi si sono evolute attraverso la spiritualità celtica.
    Ci sono varie versioni degli alfabeti runici. Ognuna ha differenze in nomi, in simboli, in significati esoterici e usi magici.
    L'alfabeto runico attualmente più usato nella nosta cultura è noto come Futhark, nome derivato dalle prime sei lettere (f, u, th, a, r, k ), ed è composto da 24 lettere (l'ordine è diverso dal nostro alfabeto). Le 24 rune vengono tradizionalmente suddivise in tre serie o famiglie dette Aett (plurale Aettir), di 8 rune ciascuna che prendono il nome sia dalla prima lettera che dalla divinità che la presiede.
    La prima Aett, è detta Aett di Freya (la Fata-Dea dell'amore e del piacere ma anche della guerra e della morte).
    La seconda Aett, è detta Aett di Heimdall (il Dio della sicurezza, il guardiano degli Dei, ma anche il padre dell'umanità).
    La terza Aett, è detta Aett di Tir (il Dio della giustizia e della lealtà, ma anche Dio della guerra).


    I simboli riportati qui sono i più usuali.
    Le "varianti" più diffuse sono quelle che riguardano le due rune:


    La divisione delle Rune Nordiche che avviene attraverso le divinità, presso i Celti si perde. Si ha una evoluzione nelle Rune Celtiche, a favore di un percorso basato sullo spirito di chi le consulta: il percorso sciamanico.
    Poichè le rune danno accesso al subconscio umano e sono simboli per sondare i misteri dell'universo, possono venire utilizzate per Divinazione, Magia, Protezione, Guarigione, Meditazione.
    Con una conoscenza e uno studio approfondito del suono delle rune in norreno (nordico antico) si possono esprimere, ad esempio, potenti invocazioni ed evocare Spiriti e forze della natura.

    Se incisi su pietre dure questi potenti simboli possono apportare alle vibrazioni della pietra un intento specifico.
    E, reciprocamente, le vibrazioni delle pietre, possono rafforzare il simbolismo della runa o favorire la lettura mantica nella direzione più consona al carattere della pietra usata.
    Il set completo delle 24 rune incise su pietra, più una pietra senza incisione che rappresenta la runa del Wird, può essere un valido strumento di mantica o di conoscenza. 
    May 14

    Festa di Samhain, capodanno celtico

    Sappiamo che a Samhain, nome celtico del Capodanno, si aprono le porte fra il Regno dell’Aldiqua e l’Altromondo.
    Secondo i Celti i morti risiedevano in una terra di eterna giovinezza e di felicità, molto spesso descritta come un’isola beata, e ritenevano che in certe occasioni potessero soggiornare sulle colline insieme al misterioso Popolo Fatato.
    Nella notte di Samhain tutte le leggi dello spazio e del tempo erano sospese, permettendo agli spiriti dei morti e talora anche dei vivi di passare liberamente da un mondo all’altro. Il confine invalicabile fra l’Aldiqua e l’Altromondo si faceva più sottile e cedevole, permettendo alle anime di mostrarsi o di comunicare con i viventi.
    Per questa ragione sono nate e si sono consolidate le celebrazioni in onore dei defunti, tradizioni giunte fino ai giorni nostri con qualche rituale che si mantiene inalterato nel tempo – per esempio, accendere i lumini sulle tombe – anche se nessuno sa o ricorda più perché «si usa fare così»
    .




    L’anno si rinnova
    Tradizionalmente il Capodanno Celtico si celebra a partire dal tramonto del sole, tra il 30 ottobre e il 1° novembre. Questo era il momento più solenne e importante dell’antico: rappresentava il rinnovamento dell’anno, la fine e l’inizio di un ciclo in natura, nella vita quotidiana e nella sfera più intima e profonda della vita stessa, la spiritualità. Questo Capodanno segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, la notte era più lunga del giorno e l’anno nuovo si raffreddava gradualmente nella sua metà oscura e sotterranea.
    Samhain era chiamato anche Trinoux Samonia, ovvero “Tre Notti di Fine Estate” e i festeggiamenti si protraevano per tre giornate. Secondo lo scrittore Alfredo Cattabiani: «Anche la festa di San Martino di Tours, che si celebra l’11 novembre, è un “capo d’anno” perché si riallaccia al Samhain Celtico che durava per una decina di giorni».
    «Che anticamente l’11 novembre coincidesse con un inizio del ciclo annuale» aggiunge l’antropologo Eraldo Baldini «e che ciò si sia poi stratificato nella complessità dei calendari, sembrano testimoniarlo dati non solo folkloristici. Un tempo, infatti, “A San Martino cominciava l’attività dei tribunali, delle scuole e dei Parlamenti, si tenevano le elezioni municipali, si pagavano fittanze, rendite e locazioni, venivano rinnovati i contratti agrari oppure si traslocava”, tant’è vero che ancora oggi si dice ‘far San Martino’ per traslocare.»