Le principali tribu' e popolazion indiane erano rappresentate da questi importanti gruppi:
APACHE
Geronimo
| Cochise
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Sono popoli dell'area Sud-Ovest (Nuovo Messico e Arizona), di lingua athapaskan. Esitono due grandi gruppi geografici: quello orientale e quello occidentale. Quello orientale era composto dai Mescalero, Chiricahua, Jicarilla ed altri. Quello occidentale dai Fort Apache, Carrizo, Aravaipa, White Mountain, ecc. Essi non erano guerrieri, anzi erano maestri nell'evitare scontri con il nemico. Questo fino a che i bianchi non li hanno invasi, confinandoli nelle riserve.
CHEYENNE
Dull Knife
| Il nome forse deriva dal termine "Sha-hi'-ye-na" che in lingua Lakota significa "Popolo che parla una lingua strana". Loro invece preferivano chiamarsi "Dzi'tsiis-tas", cioè "La Gente che è Uguale". Agli inizi del secolo scorso, dopo altri trasferimenti ancora più ad occidente, conobbero il cavallo. E' così cambiata radicalmente la loro organizzazione socio-economica; divennero nomadi delle Pianure e sopravvivevano con la caccia al bisonte, vivendo nei tipici Tepee (le classiche tende coniche). Divennero degli eccellenti cavalieri. Essi si dividevano in due gruppi principali: i Cheyenne settentrionali, influenzati dai costumi e lingua dei Sioux, e quelli meridionali, confinanti con gli Arapaho. Vennero massacrati nella battaglia di Sand Creek. |
SIOUX
Toro Seduto
| Nuvola Rossa
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Questa era un insieme di popolazioni, che a differenza delle lingue si differiva in tre gruppi principali: Lakota (Gli Uomini) o Teton, i veri e propri Sioux, abitanti le pianure dell'occidente della nazione Sioux; il gruppo più forte e numeroso. Dakota (o Santee) abitanti ad est della nazione. Nakota (o Yankton e Yanktonai) situati nella zona centrale. Questi tre gruppi, parlavano dialetti simili del ceppo siouan ed avevano culture affini; anticamente erano divise in sette tribù costituenti i "Sette Fuochi del Consiglio" (Oceti Sakowin). Storicamente come Sioux vennero identificati i Lakota, a loro volta divisi in sette sottogruppi (Oyate) o "Genti": Oglala, Sihasapa (Piedi Neri), Itazipcho, Sichangu, Minneconjou, Hunkpapa e Oohenonpa. Furono dei valorosi guerrieri e cavalieri; grazie a questo loro valore riuscirono a riportare una importante vittoria: insieme agli Arapaho e agli Cheyenne sconfissero ed uccisero il generale Custer sul Little Big Horn
COMANCHE
Grande Uccello
| Schiena di Cavallo
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Popolazione di indiani d'’America appartenenti a un ramo meridionale degli shoshoni, di famiglia linguistica uto-azteca e di area culturale delle praterie. Originariamente stanziati nelle aride terre a ovest delle Montagne Rocciose, nel corso del XV secolo si spostarono nelle Grandi Pianure, costringendo gli apache ad abbandonare la loro terra, e qui dominarono una vasta zona nel tardo XVIII secolo e all’inizio del XIX secolo. I comanche erano i cavallerizzi più abili delle praterie, in sella ai loro cavalli preferiti, i pony pinto, che inizialmente predavano agli spagnoli e che poi cominciarono ad allevare. Molto combattivi, facevano frequenti incursioni nei territori degli europei e degli altri indiani, con un raggio d’azione che arrivava fino al Messico. Sono andato alla fine della terra, sono andato alla fine delle acque, sono andato alla fine del cielo, sono andato alla fine delle montagne, non ho trovato nessuno che non fosse mio amico.
(Canto per il Dio della Piccola Guerra, Navajo)
L'origine della popolazione americana non è nota e al riguardo vi sono diverse teorie: quella che sostiene la formazione autoctona, oggi praticamente rifiutata; quella che accetta l'ipotesi di una migrazione via mare dalla Polinesia verso le coste pacifiche dell'America del sud; e quella che postula il passaggio di popolazioni siberiane alle terre americane attraverso lo stretto di Bering, a nord. La tesi maggiormente accettata è che attraverso lo stretto di Bering passarono successive migrazioni a partire da 40.000 anni fa, mentre altri gruppi giunsero in tempi più recenti (9/10.000 anni fa) dalla Polinesia. Tuttavia se verranno confermati i ritrovamenti recenti di presenze umane in Piauí (Brasile) risalenti a 47.000 anni fa, bisognerà anticipare la datazione del passaggio da Bering. Il vasto continente americano, con i suoi 42 milioni di km circa, posto fra i due poli e due oceani, presenta un'immensa varietà orografica, climatica e biologica. Il popolamento umano sarebbe avvenuto per successive ondate che lentamente si mossero lungo questa massa terrestre occupando anche le isole prossime negli oceani. Sarebbe questa la ragione della grande diversità di tipi fisici e di livello di conoscenze tecnologiche e culturali. Si calcola che quando giunse Colombo (1492) si parlavano 2000 idiomi (1450 in America del sud, 350 in Mesoamerica e 200 in America del nord). Le distanze e i rilievi tendevano a separare i nuclei umani, imponendo un adattamento differenziato per sopravvivere, mentre la mancanza di animali da trazione potenti come il cavallo e la non conoscenza della ruota resero più difficile il superamento degli ostacoli spaziali.